Bioenergetica

Classi di Esercizi di Bioenergetica

 

 

 

UNA VIA CONTRO LO STRESS

Una tesi fondamentale della bioenergetica è che il corpo e la mente sono funzionalmente identici: quel che accade nella mente, cioè, riflette quel che accade nel corpo, e viceversa.

Così, ognuno di noi, nel corso della sua vita, iscrive nel proprio corpo, oltre che nella propria mente, le emozioni, i sentimenti e i pensieri che via via lo attraversano in risposta agli stimoli che provengono dal mondo esterno.

Gli stimoli lievi lasciano segni passeggeri, ma gli eventi traumatici lasciano segni che non si cancellano facilmente: la mente può allontanarne il ricordo, il corpo, invece, non dimentica.

Infatti, per difendersi da questi eventi traumatici, il corpo adotta delle “strutture” che gli consentono di non percepire sentimenti come il dolore, la paura o la rabbia, con i quali non riesce a convivere.

Queste strutture, che rappresentano la memoria del corpo, e che in bioenergetica si chiamano armature caratteriali, non sono altro che contrazioni muscolari: dove c’è contrazione, infatti, non scorre energia, e dove non scorre energia noi non percepiamo il nostro corpo e i sentimenti che lo animano.

Il problema è che queste armature (ognuno di noi ne ha adottato una nel corso della propria infanzia) rimangono iscritte nel nostro corpo anche quando non sarebbero più necessarie, quando cioè gli eventi che le hanno rese indispensabili per la nostra sopravvivenza sono ormai lontani.

Per esempio, un bambino per non sentire il dolore causatogli dal rifiuto della madre di accudirlo con amore quando lui si protende verso di lei, contrae di solito i muscoli delle braccia e del petto. Così facendo, infatti, “elimina” sia l’istinto di protendersi sia la percezione del dolore. Crescendo e diventando adulto, però, poiché non sente le sue braccia, continua a non potersi protendesi per ottenere ciò di cui che ha bisogno. Non protendendosi, non lo ottiene. Questa frustrazione giustifica il mantenimento dell’armatura caratteriale.

 

LE CLASSI DI ESERCIZI BIOENERGETICI

Ogni tensione muscolare, sia essa cronica (parte cioè della nostra armatura), oppure generata da uno stress temporaneo di  qualsiasi genere e gravità (un lutto, una lite, un trasloco) è un “buco” nella nostra capacità di sentire il nostro corpo, quindi di percepire noi stessi. Nella contrazione, infatti, rimane trattenuta l’energia dell’emozione che ci siamo negati, di conseguenza non solo non siamo più in grado di agirla (piangendo, urlando, ridendo, pestando i piedi) ma non siamo nemmeno più capaci di sentirla: non sappiamo se siamo tristi o arrabbiati, bisognosi di affetto o umiliati.

L’energia intrappolata nel nostro corpo è stress (il termine inglese stress significa “tensione”).

Le classi si esercizi bioenergetici sono nate con l’obiettivo di aiutare le persone ad entrare in contatto con le tensioni presenti nel proprio corpo e, diventando consapevoli delle emozioni in esse trattenute, liberarle.

Alle spalle delle classi di esercizi ci sono la teoria e la pratica dell’Analisi Bioenergetica messa a punto da Alexander Lowen.

Tuttavia le classi non sono gruppi terapeutici perché, anche se gli esercizi hanno una grande risonanza a livello emotivo, nelle classi non è previsto un momento di integrazione analitica con il conduttore.

Ogni classe si articola in una sequenza di esercizi. Ogni esercizio si sviluppa secondo un ciclo di contrazione ed espansione, che è il ciclo naturale dell’energia. Nella fase di contrazione il muscolo (o il gruppo di muscoli) su cui si sta lavorando viene sottoposto a tensione. Sovrapponendo tensione (volontaria) a tensione (involontaria e preesistente) il corpo viene stimolato a reagire, rilasciando e liberando lo stress contenuto in quell’area. La liberazione della carica avviene tramite movimenti vibratori, che in genere si sviluppano involontariamente quando i muscoli raggiungono la tensione limite, ma può essere resa più immediata da un movimento espressivo.

Per esempio i polpacci: se costretti con opportuni esercizi a tendersi e a caricarsi, a un certo punto inizieranno spontaneamente a vibrare, e questo processo naturale può essere rafforzato invitando le persone per esempio a scalciare. Dopo la scarica, l’organismo può finalmente rilassarsi.

Un blocco muscolare impedisce il normale fluire di energia, sangue e respiro, non solo nell’area interessata al blocco, ma in varia misura in tutto l’organismo. Quando si consente alla tensione muscolare di scaricarsi, e quindi ai muscoli di rilassarsi, tutti i fluidi vitali riprendono a circolare liberamente, con il risultato di rimetterci in contatto con il corpo e le nostre emozioni.

 

DIVENTARE PERSONE CON I PIEDI SULLA TERRA

La posizione base della bioenergetica si chiama “grounding”. Avere grouning vuol dire avere i piedi per terra. Il contatto con il terreno può essere sentito in modo più o meno profondo, a seconda delle persone e, nella stessa persona, da un momento all’altro della sua vita. Ma avere grounding, in un senso più ampio, vuol dire anche essere in contatto con il proprio corpo, e con la verità della propria esistenza, anziché vivere “tra le nuvole”, soltanto nella propria testa e nei propri pensieri.

Il grounding, nel suo senso più esteso, è l’obiettivo stesso della bioenergetica inteso come un processo di progressivo radicamento nella realtà della propria natura.

Il corpo diventa uno strumento di consapevolezza per arrivare al centro di sé.

Negli esercizi di grounding le persone si lasciano scendere abbassando il proprio centro di gravità. Nel nostro corpo la metà inferiore è molto più simile, nelle sue funzioni, a quella di un animale (locomozione, escrezione, sessualità) della metà superiore (pensiero, linguaggio, manipolazione dell’ambiente).

Mentre quasi tutte le filosofie orientali riconoscono l’importanza di avere il proprio centro nel basso ventre, gli occidentali sono di solito centrati nella parte superiore del corpo, soprattutto nella testa. La mancanza di contatto con la madre terra e con il ventre, sede della vita, produce insicurezza e angoscia.

Nella posizione base del grounding, le persone sono in piedi, con le gambe distanti tra loro quanto le ossa del bacino, i piedi paralleli e le ginocchia leggermente flesse. Le ginocchia infatti sono degli ammortizzatori: se fossero rigide non lascerebbero scorrere liberamente l’energia e non assorbirebbero il peso del nostro corpo, che verrebbe intrappolato nel fondo schiena, con conseguenti disturbi nella zona lombosacrale. Da questa posizione si piegano e si raddrizzano leggermente le ginocchia, senza mai distenderle completamente, sintonizzando questo movimento il respiro.

 

RESPIRAZIONE

Una buona e profonda respirazione è uno degli strumenti essenziali della bioenergetica: è attraverso la respirazione, infatti, che riceviamo l’ossigeno indispensabile per alimentare i nostri processi metabolici, che a loro volta ci forniscono l’energia di cui abbiamo bisogno.

Non si tratta di imparare a respirare, al contrario, si tratta di lasciarsi respirare naturalmente, come fanno i neonati e come da adulti non sappiamo più fare.

 

RIAPPROPRIARSI DEI PROPRI SUONI

Molti di noi, da bambini, sono stati inibiti nell’uso della propria voce. “Non piangere! Non urlare! Parla piano! Non ridere!”  sono frasi che molti si sono sentiti dire. Alla fine questa inibizione è diventata cronica, e noi non siamo più capaci di lasciare uscire i nostri suoni, perché per reprimerli e ubbidire così ai messaggi culturali ricevuti, abbiamo creato una serie di tensioni nella zona della  gola, del collo e della mascella. Anche questo è stress. Ecco perché durante le classi di esercizi le persone sono invitate a far uscire i propri suoni, a farli fluire liberamente, attraversano il corpo come una corrente vibratoria che ne allenta le tensioni, rendendolo più vivo.

 

FARE PER SENTIRE

Ogni classe si sviluppa in modo originale, seguendo sequenze di esercizi mirate di volta in volta a sciogliere contrazioni in determinate aree del corpo, a differenza di quanto avviene nella ginnastica, però, il fine non è quello di eseguire “bene” l’esercizio, ma di sentire le sensazioni e le emozioni che si sviluppano nel nostro corpo e di imparare a convivere con esse, con la gioia e con l’amore come con la rabbia e con il dolore, quando è necessario.

 

Monique Mizahil

 

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